Luiz Nazario De Lima, in arte Ronaldo, è nato il 22 settembre del 1976 in un quartiere periferico di Rio de Janeiro chiamato Bento Ribeiro. Terzogenito di una famiglia dalle modeste risorse finanziarie, inizia a giocare a calcio fin dalla più tenera età, avendo davanti agli occhi i miti della nazionale brasiliana di allora, fa i quali spiccava Zico, divenuto per il giovane calciatore in breve tempo un vero e proprio idolo e un esempio da imitare.Inizia la propria carriera al Cruzeiro di Belo Horizonte. A soli diciassette anni, dunque, nel dicembre del '93, Ronaldo realizza il Grande Sogno: è convocato dalla nazionale maggiore, la leggendaria Selecao verdeoro.
Il calcio inizia a diventare la sua professione, il Brasile comincia ad andare in fibrillazione per lui e in un batter d'occhi si ritrova tutti gli occhi della nazione puntati su di lui. Nel 1994 viene convocato ai Mondiali, gli stessi che vedranno l'Italia sconfitta ai rigori proprio dai verdeoro. Finita in gloria la storia del Mondiale, inizia l'avventura europea, sbarcando prima al Psv Eindhoven (e diventando capocannoniere del campionato olandese), e poi all'Inter, grazie soprattutto alle sollecitazioni del presidente Massimo Moratti.
Già in Olanda però il campione aveva denunciato una serie di problemi al ginocchio. Dopo una serie di controlli, gli viene riscontrata un'apofisite tibiale che lo costringe ad un riposo forzato e che sarà fonte di forti disagi e di un notevole rallentamento della sua carriera. Nel 1996, ad esempio, si giocavano le Olimpiadi di Atlanta, un evento che il giocatore rischiava di perdere proprio a causa del ginocchio. Si sottopone quindi ad estenuanti sedute di fisioterapia con quello che diventerà il suo terapista di fiducia, il dott. Petrone. Ripresosi dai dolori, affronta con coraggio le Olimpiadi, che comunque gli fruttano, grazie alle sue prestazioni, l'ingaggio al Barcellona.
A quel tempo, tuttavia, anche l'Inter si era già interessato del "Fenomeno", ma poi la società aveva desistito a causa dell'eccessivo costo dell'ingaggio. La cessione a Barcellona, a dirla tutta, avvenne comunque col consenso entusiasta di Ronaldo anche perché tornato nella sua squadra per affrontare la Coppa d'Olanda, ricevette dall'allenatore lo "sfregio" di esser lasciato in panchina. Conquista così il titolo di capocannoniere nel campionato spagnolo, vince la Coppa delle Coppe e, sulla base di promesse formulate in tempi non sospetti, attende un meritato aumento dell'ingaggio.
Ciò non avviene e, con il numero dieci, Ronaldo finalmente approda all'Inter. Ed è proprio a Milano che i tifosi gli appioppano l'appellativo di "Fenomeno". Sempre nella squadra milanese conquista la Scarpa d'Oro quale miglior bomber di tutti i campionati europei nel '97, poi il prestigioso Pallone d'Oro assegnatogli dalla rivista France Football e quindi ancora il Fifa World Player.
Dopo una stagione così straordinaria, c'è il Mondiale di Francia del '98 ad attendere il campione. E qui cominciano i seri problemi a cui Ronaldo è andato incontro negli anni successivi.
Già durante il campionato mondiale lo si è visto un po' appannato, ma durante la finale è proprio irriconoscibile. Gioca male e in modo svogliato, non è incisivo nè inventivo. Al ritorno in Italia, poi, le telecamere lo inquadrano scendere la scaletta dell'aereo zoppicante e barcollante. E' palese che il Fenomeno si sente male e non è in gran forma, come poi avrà modo di confessare lui stesso davanti ai microfoni.
All'Inter, inoltre, sbarca un nuovo allenatore, Marcello Lippi, con in quale si crea subito della ruggine. Basti dire nel debutto in campionato, Ronaldo è lasciato in panchina, con gran sconcerto di tifosi e appassionati. L'epilogo di questa serie di sventure è rappresentato dalla rottura del tendine rotuleo durante la partita Inter-Lecce del 21 novembre 1999. Si profila un'operazione a Parigi e almeno quattro mesi previsti per il ritorno in campo. Rimessosi dall'incidente al tendine, per Ronaldo le sfortune non sono finite qui.
E' solo l'aprile successivo quando, durante la partita tra Lazio e Inter, valida per la finale di Coppa Italia, pur entrando in campo per soli venti minuti come prescrivono i medici, subisce la rottura completa del tendine rotuleo del ginocchio destro. Il giorno dopo, Ronaldo è sottoposto ad una seconda operazione per ricostruire il tendine.
Dopo altri due anni di sofferenze, terapie, false riprese e partenze, il Fenomeno torna a calcare i campi di calcio e a calzare i tacchetti, con grande gioia dei tifosi interisti.
Ma non è tutto oro quello che luccica. In mezzo, ci sono ancora i campionati mondiali di Tokio e le sotterranee tensioni presenti nel club neroazzurro, tante e tali che, Ronaldo, in conclusione dell'avventura giapponese che lo ha visto trionfatore (il Brasile vinse il campionato), deciderà di abbandonare la squadra milanese a cui deve tanto per accettare un ingaggio dal Real Madrid, suscitando un gran polverone mediatico e la delusione di tantissimi tifosi.